Le terre rare non sono rare

Il termine “terre rare” è stato coniato quando questi minerali vennero scoperti e la loro rarità era dovuta non tanto alla scarsa disponibilità, quanto alla enorme difficoltà di lavorazione e estrazione del minerale puro. Ma …

Il termine “terre rare” è stato coniato quando questi minerali vennero scoperti e la loro rarità era dovuta non tanto alla scarsa disponibilità, quanto alla enorme difficoltà di lavorazione e estrazione del minerale puro.

Ma se non sono così rare, perché la Cina oggi produce oltre il 95% della fornitura mondiale di terre rare? Forse perché non tutti i paesi possono permettersi un lago distopico e la possibilità di rilasciare rifiuti tossici e radioattivi nelle risorse idriche?

Nascosto in un angolo sconosciuto della Mongolia interna c’è un lago tossico in un paesaggio da incubo creato dalla nostra sete di smartphone, gadget di consumo e tecnologia verde (compresi i magneti delle turbine eoliche e i motori delle auto elettriche).

Potreste non aver sentito parlare di Baotou, ma le miniere e le fabbriche che si trovano in quella città della Mongolia Interna, aiutano a mantenere viva la nostra vita moderna. Li si trova uno dei maggiori fornitori al mondo di minerali di “terre rare”.

Questi elementi possono essere trovati in tutto, dai magneti nelle turbine eoliche e nei motori delle auto elettriche. Giusto per capire di quante terre rare servono par sostenere l’illusione dei trasporti “verdi” dovreste sapere che le batterie di un’auto ibrida Toyota Prius utilizzano da 10 a 15 kg di lantanio.

Nella seconda metà del 2010 la Cina, per dimostrare di avere in mano le sorti del mercato mondiale della tecnologia, ha ridotto del 70% l’esportazione delle terre rare mandando alle stelle i prezzi, con picchi superiori all’850%.

Sono passati dieci anni e il monopolio cinese è ancora incontrastato dato che nel primo semestre del 2021, in Cina, oltre alle esportazioni di terre rare, anche quelle di batterie a litio utilizzate in veicoli elettrici sono aumentate del 66,5% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Nel prossimo piano quinquennale del governo cinese per il periodo 2021-25, Pechino intende rafforzare la gestione e il controllo di tali prodotti ed è al momento impegnata a regolare il settore in generale.

Se dovessero decidere di ridurre pesantemente le esportazioni, prepariamoci a leggerne i primi segni dai movimenti azionari degli altri produttori. Il portafoglio che li analizza è qui.